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venerdì 24 aprile 2020

Amica scuola


                                                        

Ora che a casa, con voi sono costretto,
mamma, papà, mai più vi avrei detto
di rimpiangere l’obbligo di andare a scuola
e i tanti compiti del doposcuola.

Mi manca la classe e persino la maestra
e pure il compagno che antipatia dimostra,
mi manca l’alunno dell’ultimo banco,
come manca quello che stava al mio fianco.

Molto spesso accadeva, durante una lezione
che, distratto, pensassi solo alla ricreazione
e mentre ora mi annoio e i denti stringo
matematica e inglese quanto rimpiango.

Sebbene con la maestra ora son connesso,
giuro che lo studio non è mai lo stesso
e se attraverso lo schermo pur si fa lezione
occorre più impegno e concentrazione.

Mi manca tutto, persino la lavagna
ma, soprattutto, i suggerimenti della compagna
che essendo carina e prima della classe
non vorrei mai che mi dimenticasse.

Ogni giorno alla scuola torno col pensiero,
certo è strano e ancor non mi par vero
e qui lo ammetto e occorre che lo dica
che ora considero la scuola come un’amica.



                                           
                                              
                       
  Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

giovedì 23 aprile 2020

Ninna nanna da me per te



 La ninna nanna ideata da me
con tanti elfi, le fate e i re
ma di regina ve n'è una sola
si chiama rosa
e il suo trono è un'aiuola.

La ninna nanna per tutti i bambini,
che posano i riccioli
sopra i cuscini,
e hanno occhi azzurri
oppure neri
ma sognano sempre angeli veri.

 La ninna nanna su ali dorate,
  non ha cavaliere il cavallo alato,                        
 di principesse ne conto tre,         
   la ninna nanna  è per un principe come te.

Con lei s'addormenta
persino la mamma, 
la ninna nanna
è del nonno e la nonna,
chiudi gli occhietti e sogna di me
la tiritera l'ho scritta per te.







                                                        
 

Filastrocca già pubblicata sul web

mercoledì 22 aprile 2020

Passeggiando nel bosco







A passeggio nel bosco con il fratellino Marco e i genitori, Carolina, una bimba di sette anni, ascoltava con stupore i diversi richiami di tanti uccellini, del tutto invisibili tra i rami dalle fronde nuove e già tanto rigogliose.
La ragazzina, sebbene ancora molto piccola, seguiva con meraviglia l’alternarsi delle stagioni.
“Dunque, nemmeno un mese fa’ si era in inverno ed eravamo in montagna a sciare mentre, ora, siamo già in primavera!” si disse, constatando con stupore quanto fosse morbido l’appoggio del suo passo su un tappeto soffice di muschio.
Per un po’ Carolina si divertì a posare un piede dopo l’altro sulle punte, come se danzasse, poi venne distratta da un nuovo e sonoro trillo.
«Senti com’è melodioso? È un usignolo quello che canta!» gli disse il papà.
La bambina sorrise, sussurrando tra sé:

Melodioso è l’usignolo
quando trilla e non è solo!
E se ascolti con attenzione
saprà donarti grande emozione.

Il fratellino di cinque anni fece una smorfia e poi la scimmiottò:

Quanto è buffa Carolina
con la rima sua piccina.

Quindi, prese a saltellarle intorno rischiando di scivolare sul muschio ma, per fortuna, la sorella maggiore lo afferrò per la maglietta evitandogli la caduta.
Marco rimase sconcertato e lei gli assestò un leggero buffetto: «Invece di fare il pagliaccio sta attento! Potresti farti male.»
Il bimbo reagì con l’ennesimo sberleffo poi scrollò le spalle e ricominciò a saltellare tutto contento.
Seguiti dallo sguardo affettuoso dei genitori, i due proseguirono in silenzio per un po’ fino a che la corsa velocissima di un roditore lungo il tronco di un albero attrasse la loro attenzione.
L’animaletto si fermò a testa in giù, ben aggrappato con gli artigli alla corteccia dell’albero e i due ragazzini ebbero l’impressione di essere studiati.
«È uno scoiattolo», suggerì la mamma «e sembra sia in cerca di cibo. Forse nel nido ha dei piccoli da sfamare.»
«Cosa mangiano gli scoiattoli, mamma?» domandò il figlioletto, molto interessato alla folta coda rossa, dove avrebbe volentieri affondato una mano.
«Mangiano noci, ghiande, castagne e pinoli.»
«Allora vanno bene anche le nocciole!» esclamò lui trionfante raccogliendone una manciata per terra e mostrandole con orgoglio.
Lo sguardo del roditore si fissò sulle manine chiuse a coppa e ricolme del frutto prediletto.
«Cosa faccio papà?»
«Inginocchiati e porgigli il tuo tesoro. Se non farai movimenti bruschi, sarà lui a venire da te.»
Mentre Marco seguiva il suggerimento, Carolina si concentrò per inventare altre rime, una delle sue grandi passioni.

Curioso ha lo sguardo ed è molto attento,
ancor guarda qui e non pare contento
a testa in giù e tutto solo
rimane a far guardia a quel nocciolo.

«Non aver paura scoiattolo. Vieni da me!» lo esortò Marco.
Nonostante l’invito gentile del bimbo, l’animaletto rimase immobile, senza smettere di fissare il tesoro racchiuso nelle manine e senza il coraggio di avvicinarsi.
«Forse queste possono tornare utili per il nostro scopo.» intervenne la mamma inginocchiatosi accanto al figlio e sbattendo le due pietre una contro l’altra.
Le orecchie dell’animaletto si mossero, puntando ritte verso l’alto.
«Bella idea, mamma! Pare ancor più interessato!» si complimentò il papà abbassando il tono.           


domenica 19 aprile 2020

Se avessi un cagnetto





Se avessi un vero cagnetto
sul petto me lo terrei ben stretto,
proprio lì sul mio cuore
per infondergli tanto amore.


E a me cosa importa
il pelo lungo o quello corto,
che fosse proprio di gran razza
o la mole e la grandezza.



L’importante e lo confido a te
è che sia l’amico per me. 

A papà l’ho detto adagio
che andrebbe bene anche randagio
e visto che non ho un fratello
pure un piccolo trovatello.

Sì, lo so che sarebbe un impegno
e che forse rimarrà un sogno,
che a un cane occorrono attenzioni,
oltre a una buona educazione.

E allora, per ora vado a letto
stringendo forte il mio cagnetto
fatto solo di soffice stoffa
e dal musetto molto buffo.

Ma se per ora mi accontento
nel mio sogno resto intento
e scusa Pà se te lo dico:
io ho già un nome per il mio amico!
     
                                                                                                               








 Filastrocca pubblicata sul sito" Sfogliando Poesia"                                                                                                                                                                                               

sabato 18 aprile 2020

Magia delle favole



Leggere e gaie aleggiano le favole,
con scorribande fanciullesche tra le nuvole,
paffuti amorini e sorrisi di fate,
draghi e cavalieri con spade sguainate.



Schiere di orchi a combinar disastri,
streghe affascinanti in compagnia di mostri,
silfidi, elfi o gnomi dispettosi
nani con il broncio ma sempre laboriosi.

Spoglie ed estese le foreste incantate,
ombre misteriose sulle cime innevate,
castelli arroccati dalle mura pur guarnite,
da guardie granitiche, marziali e impettite. 


Volano le fiabe su nel celeste impero
con eroi arditi e portamento fiero,
spavalde damigelle che diventano eroine
svestendo le sottane, le sete e pur le trine. 

Leggiadria nelle torri di dame delicate
lievi come farfalle nelle vesti colorate,
giullari di corte o erranti menestrelli
strimpellano serenate o solfeggiano stornelli.

Tristi o assai liete aleggiano le storie
con tante battaglie, sconfitte e vittorie
e se con la mente sei spesso tra le nuvole
è solo perché ti garbano leggende e favole.

                                                             Vivì Coppola
<


Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere


a href="https://it.freepik.com/foto-vettori-gratuito/arte">Arte vettore creata da brgfx - it.freepik.com</a>

venerdì 17 aprile 2020

La filastrocca dei colori




Non occorre essere dei pittori
per conoscere la tabella dei colori,
basta guardarsi bene intorno
quando sorge il sole e si fa giorno:


azzurro come il cielo quando è sereno
o grigio quando è cupo e lo è un po’ meno;
verde come il mare più profondo
o il turchese intorno a un’isola del mondo;

giallo come il limone o come il sole,
arancio come quell'alto girasole;
rosso come un papavero o una rosa,
o marrone come il tetto di una casa;

blu come può esserlo l’inchiostro,
nero come i capelli del maestro;
bianco come la vela che va nel vento
o il rosa di un’alba o di un tramonto.


Che tu guardi un monte, un lago o un mare,
quei colori non potrai altro che ammirare
e se dipingerli non puoi farne a meno,
sceglili nella natura o meglio in un arcobaleno.


                                                 
         Vivì Coppola

Filastrocca di Vivì già pubblicata sul web

<Fumetto vettore creata da ddraw - it.freepik.com</a>

mercoledì 15 aprile 2020

Incanto celeste






Cipria stellare nel ciel questa sera
rischiara pure una luna che è nera
vestita di nubi a farle ombra
ma ora riluce del tutto sgombra.

Proprio là si riflette la magica luna,
in quel mio pozzo come fosse in laguna,
bella, splendente e pur vanitosa,
l’argento rimanda un po’ maliziosa.

Le fanno corona miliardi di stelle
unite e complici come tante sorelle,
è lampeggio di lucciole nel pozzo in adorno
con alone perlaceo di celeste lanterna.

Pietre preziose, perle e diamanti
nell'acqua riflesse, accattivanti,
polvere di stelle che porta fortuna
in esclusiva con questa unica luna.







                                                                                                 
Poesia pubblicata sul sito Scrivere

martedì 14 aprile 2020

Il bruco e la formica (Favola Filastrocca)



Mentre una formichina passeggiava sull’erba
le cadde tra le zampe una mela acerba
 da un ramo in alto che ancor traballava
perché uno strano  animaletto vi zampettava.

La formichina scrutò la mela attenta
ed escogitato un piano sorrise assai contenta.
Nel formicaio vi erano mille e più formiche,
guerriere o operaie, ma pur sempre amiche.

Così ideò che forse era più opportuno
dividere l’enorme peso un po’ per uno
e sfregando le antenne lanciò il suo messaggio,
mentre decideva di fare un dolce assaggio.

Ma al primo morso, con grande stupore,
scorse dentro a un buco  un visitatore.
«L’ho vista prima io! Lasciala che è mia!»
le intimò l’estraneo: «Devi andare via!»

La formichina rimasta assai sorpresa,
non mosse un passo ma rimase tesa
a scrutare bene il suo avversario
per niente socievole ma tutto il contrario.

“Ha cento zampe ed è assai più grande!
Come una molla il suo corpo espande.
Fare la dura con lui non mi conviene
 ma scendere a patti forse sarebbe bene.”

Pensa e ripensa e infine con coraggio
la formichina espresse un parere saggio:
«Non ti arrabbiare e non litighiamo!
La mela è abbastanza grande, dai, la dividiamo!»

Lui sconcertato fece uno scatto:
«Fare a metà? Sei forse matta?
Non immagini certo la grande fatica
e ti do un consiglio come darei a un’amica.

Come puoi vedere tra noi c’è differenza
e allora vattene finché ho ancor pazienza!»
Chiara la minaccia, lei si mise da parte
e il bruco si avviò sentendosi più forte.

La formichina in gola sentiva il pianto
mentre guardava la mela con rimpianto
ma a un tratto e  all'improvviso
un rimbombo di passi le provocò un sorriso:

«Ora tocca a me consigliarti come un amico:
Fermati e dividiamo!» urlò dietro al bruco. 
Il verme si voltò e rimase raggelato:
un esercito di formiche lo aveva circondato.

«Oh, per baco bachino!» esclamò tra sé 
«Ora le difficoltà sono tutte per me!» 
Lei attese in silenzio, con le antenne frementi,
e il bruco lasciò la mela evitando altri commenti.

                                                                     
Vivì Coppola 

Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

Filastrocca farfallina

Farfallina gialla, bianca o colorata,  che in giro te ne vai sembrando svagata,  che fai in leggera posa su quel bel fiore  che prima annusi...