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martedì 16 marzo 2021

Fior fior di primavera

 




Ecco che giunge la primavera,

con aria tersa, fresca e sincera

 mettendo veste novella a quei rami

e colmando i dintorni di soavi richiami.

Avanza odorosa con tocco d'incanto,

aulente e dipinto pone il suo manto,

ali leggiadre a frullare sul prato

di api e farfalle col far delicato.

Fior di ciliegio, di pruno e di pesco,

presto si desta lieto anche il bosco,

così dal letargo escono a frotte

scoiattoli, ghiri, e sin le marmotte.

                

 


Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

Immagini dal web

lunedì 8 marzo 2021

Leopoldo il bruco

 





“Ah, che schifo! Un verme!” gridò qualcuno, vedendo un verme attraversare la strada.

Tutti i giorni la stessa storia. Leopoldo correva il rischio di venire schiacciato da giganteschi piedi lungo i viottoli del parco, doveva sfuggire ai becchi rapaci degli uccelli e strisciare il più velocemente possibile per evitare ruote di macchine e di biciclette, che mettevano a repentaglio la sua già precaria integrità fisica ... e qualcuno gridava “Ah, che schifo!”

Ogni giorno la stessa storia da mane a sera, e come se non bastasse, era evitato da tutti perché nessuno voleva fare amicizia con un verme.

Così, per l'ennesima volta, Leopoldo si sentì umiliato e solo. Strisciò a testa bassa sotto una foglia secca e cercò di sparire alla vista dei passanti. Non ne poteva proprio più di quella vita. “Meglio morire piuttosto che dare fastidio a tutti!” pensò il bruco.   

                   

Una folata di vento, più gelida del solito, lo avverti che l’inverno era alle soglie, ma Leopoldo non ci fece caso, prese ad arrampicarsi lungo il tronco di un albero e strisciò sul primo ramo. Finalmente al sicuro il piccolo bruco si accorse di essere veramente esausto. Sbavò una sottile e morbida coperta di filo bianco nella quale si avvolse e, vinto dalla stanchezza, si addormentò.

                                   

Sognò allora di quella volta che un gruppo di ragazzacci volevo usarlo come esca e in suo aiuto era accorsa una ragazzina dalle trecce rosse. Lo aveva nascosto nel palmo della mano accarezzandolo a lungo e lo avevo confortato con dolci parole. Cosa gli aveva sussurrato? Leopoldo non se lo ricordava più ma, pensando al momento più bello della sua vita, sorrise e si lasciò vincere da un sonno profondo.

Giunse l'inverno. La neve nascose dentro a un piccolo igloo il bruco, che dormì fino alla primavera.

Un mattino Leopoldo si accorse che era ora di alzarsi, perché un intenso tepore riscaldava le sue membra. Allora aprì gli occhi e “Buon giorno mondo!” pensò, poi guardò su e vide il cielo terso e luminoso ... solcato da famelici volatili, guardò giù e vide la verde e soffice terra… che lo aspettava con le sue mille insidie.

“Ahimè, dunque non sono morto” pensò a questo punto il bruco e, rassegnato, si apprestò a riprendere la solita vita da verme.

In quell’istante vide avvicinarsi un mano gigantesca, allora Leopoldo, decise di vendere cara la pelle e si buttò giù dal ramo ... ma quale fu la sua sorpresa quando, invece di cadere rovinosamente a terra, si sentì sollevare in alto! E come strabuzzò gli occhi il piccolo bruco alla vista di due splendide, enormi e colorate ali, che gli erano spuntate sulla schiena!

Leopoldo si librò incredulo e felice nell’aria primaverile, tra l'ammirazione generale e allora ricordò quello che, un lontano giorno, la ragazzina dalle trecce rosse gli aveva sussurrato: “Non avere paura, piccolo bruco. Vedrai un giorno nessuno ti maltratterà più. Come per miracolo ti sveglierai in un mattino di sole e sarai una meravigliosa farfalla ... ti libererai nell'aria tiepida e, finalmente libero, conquisterai il cielo.”                          


Tratta dal sito web l'Avocetta, per gentile concessione dell'autrice Lidia Menorello 


immagini GifAnimate.com 

 

lunedì 1 marzo 2021

Marzo folletto




Ecco che è giunto marzo folletto

che all'improvviso ti fa un dispetto,

col vento concorde nasconde il sole

e piove sui tetti, sui prati e le viole.


                                  

E se l’annuncio è del tempo bello

porta con te sempre l’ombrello,

marzo si sa che è assai bizzoso

ma ha con sé primavera ed è pur generoso.

       

                               


                                                  

Perciò sto mese stai ben attento

e quando si alza forte col vento,

ancor c'è bisogno di sciarpa e cappello

sebbene sia azzurro il ciel acquerello.


            

Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

Immagini GifAnimate.com



C'era una volta

  C'era una volta ma ormai non c'è più un allegro trenino che faceva ciuf ciuf in stazione arrivava in una nube di vapore ...