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lunedì 18 gennaio 2021

Mentre fiocca la neve

                                   

 


Fitta e fioca scende la neve

e sull’erbetta si posa lieve;

ricade giù senza intervallo

è pura e brilla come cristallo.

Candida posa su tutto e sui tetti,

sui fumanti comignoli e sui giardinetti

e sugli arbusti e i nudi cespugli

ammanta di bianco i rami spogli.



E mentre fuori il gelo giostra

un bimbo sta trepido alla finestra;

si ode presto un gran frullo d'ali

perché ha sparso di briciole i davanzali.

                                                     

            

Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

Immagini GifAnimate.com

sabato 16 gennaio 2021

La leggenda delle lucciole





Tanto, tanto tempo fa le lucciole erano insetti che non emanavano luce e quando scendeva l'oscurità, si ritiravano nei loro nidi per riposare.

Accadde che una sera, una lucciola che non riusciva a prendere sonno, avvertì nel silenzio un urlo e subito dopo una richiesta di aiuto.

La lucciola si affacciò dal nido e, constatato che all'esterno la luna piena illuminava i dintorni, andò alla ricerca della creatura bisognosa di aiuto.

Guidata dalle urla disperate, all'improvviso s'imbatté in una libellula ferita alle ali e per questo impossibilitata a volare.

La lucciola non esitò un istante, si caricò sul dorso la libellula ferita e riprese il volo. Ma, proprio in quel momento, grosse nuvole scure coprirono la luna e, la lucciola, con il suo carico delicato, si ritrovò immersa nell'oscurità totale.

Il piccolo insetto iniziò a tremare dalla paura e non riuscendo più a vedere e a orientarsi, fu costretto a fermarsi.

A un certo punto, dallo stagno vicino iniziò a sentire anche degli strani rumori provenienti dall'acqua del pantano che gorgogliava, smossa da qualche animaletto e subito dopo si espanse anche un forte gracidio. Di sicuro quello stagno doveva essere colmo di rane e per il timore di diventare un bocconcino insieme alla sua amica libellula, la lucciola si avventurò alla cieca nel bosco.                               

Per alcuni minuti vagò a caso, ma ormai aveva perso l'orientamento e, a un certo punto, le sembrò anche che, il fracasso proveniente dallo stagno, invece di diminuire aumentasse sempre di più. Allora intuì che nel buio stava girando in tondo e senza mai allontanarsi dal pericolo.

L'oscurità incombeva tutto intorno e inoltre la fatica iniziava a farsi sentire.

Per fortuna, il vento si portò via le nubi e la luna riapparve in tutto il suo splendore, così che la lucciola poté riprendere il volo e allontanarsi velocemente.

L'astro notturno, dall'alto, sebbene intralciata dalle nuvole, aveva sempre sbirciato in basso ed era riuscita a seguire con attenzione la vicenda. La luna era rimasta talmente stupita e ammirata dal coraggio e dall’altruismo dimostrato dalla lucciola, che volle premiarla, donandole un po' della sua luce.

                                


Fu così che la piccola, coraggiosa lucciola, poté ritrovare la via giusta per riportare la libellula al sicuro e poi fare ritorno al nido.

Da quella volta e grazie al magico dono ricevuto, le lucciole passano le sere d'estate svolazzando sui prati e lampeggiando tutta la loro felicità in cerca dell'amore e delle loro compagne.  


Leggenda di autore sconosciuto rielaborata dall'autrice del blog                         

Immagini 123rf



venerdì 8 gennaio 2021

La leggenda della luna piena

                                                                   



Una notte d'estate di tanto tempo fa, un lupo ululava il suo disperato richiamo dalla cima collinare più alta, che affacciava su di una grande vallata.

L’eco moltiplicava il suo richiamo, in modo così altisonante, da attirare l'attenzione della falce di luna in cielo.

Per un po’ l'astro notturno rimase impassibile ad ascoltare poi, impietosita dall’evidente disperazione del lupo gli domandò: “Che ti è successo? Perché ululi così forte?”

Il lupo guardò alla luna con le lacrime agli occhi: “Ho perso il mio cucciolo più piccolo e, se non lo ritrovo al più presto, temo che morirà.”                             

Il quarto di luna rifletté un istante e poi si illuminò: “Mi è venuta un'idea e forse ti posso aiutare.” disse quindi, piano piano, iniziò a gonfiarsi e a crescere, fino a diventare un enorme pallone luminoso nel cielo.

Le tenebre della notte vennero squarciate da quel chiarore e i dintorni si rischiararono, quasi come fosse giorno.

                           

Il lupo fu grato alla luna e si mise alla ricerca del cucciolo e, grazie alla luminosità emanata dall' astro, ritrovò il suo piccolo sull'orlo di un baratro. Il piccolo venne afferrato per la collottola e riportato in salvo nella tana.

Madre natura, che aveva assistito in silenzio e sin dall’inizio alla vicenda, volle premiare la luna donandole il potere di ritornare a splendere in tutta la sua pienezza, una volta al mese e per dodici mesi all'anno.

                                                         

E da quel momento, tutti i lupi dimostrarono la loro gratitudine all' astro notturno ululandole la loro serenata.

                                           

                   


Leggenda popolare indiana rielaborata dall'autrice del blog

Immagini GifAnimate.com

martedì 5 gennaio 2021

La stramba vecchietta

                     





È un po' stramba, svampita e pure un po’ strega  

ma a colmare calzette il suo tempo impiega. 

Si sussurra che sia anche un po' matta

perché quando arriva

non bussa  ma sbotta

e si arrabbia se trova chiusa la porta.

                         

                   Vola in cielo senz'ali e senza una scorta

cavalcando beffarda una magica scopa

sorvolando tutta quanta l'Europa

e sfiorando la luna e le stelle...

puoi sentir come ride a crepapelle.

L'arzilla vecchietta veste solo di stracci

e cerca tutti i bambini pur se fanno capricci.

Sdentato ha il sorriso

e un bitorzolo al naso

eppur stramba...eppur matta

 quante calzette

rimangono appese

in attesa che lei arrivi per tutta la notte!

Oh... che dolce l'attesa

dell’amata vecchietta

che lascia carbone ma pur tanti dolcetti.

                                            


                                                         

Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

Immagini GifAnimate.com

 



sabato 2 gennaio 2021

La leggenda del bucaneve

 

                                  

Narra la leggenda che tanti, tanti anni fa, al ritorno dall’ennesimo viaggio sulla terra, il giovane principe Bucaneve udì una fanciulla cantare e, di quel canto, si innamorò perdutamente.

Arrivato nel Paese dell'Inverno, chiese a Re Gelo, suo padre, il permesso di sposarla ma questi, brontolando cupi presagi, rispose che il loro amore non aveva speranza perché la fanciulla era la principessa Primavera e abitava la regione dei venti e dei fiori mentre lui, Bucaneve, era il principe delle nebbie e del gelo.    



“Scordati, figlio mio, questa pazzia! “tuonò cupamente Re Gelo.

Passò, così, un altro inverno lungo e silenzioso, ma il cuore di Bucaneve, abitato dalle brume del mattino, non riusciva proprio a dimenticare così, alle prime avvisaglie della nuova stagione, il giovane principe decise di tardare un po' il suo ritorno.

Lungo il sentiero ancora impreziosito da luminosi cristalli di ghiaccio, attese l'arrivo di Primavera... e lei arrivò, leggera, accompagnata da un canto gioioso.

                         

Bucaneve, nascosto tra i cespugli, riconobbe l'amore.

Il capo inghirlandato da piccoli fiori, la sottile veste di aliti di vento, i ridenti occhi di azzurro marzolino... la bella principessa incantò per sempre il giovane principe.                   

            

Da lontano, il richiamo di Re Gelo giunse cupo, come brontolio di tuono, per ricordargli che doveva affrettarsi a rientrare nel Paese dell'Inverno ... ma Bucaneve non lo ascoltò e continuò a perdersi negli occhi di Primavera che, a piccoli passi, si avvicinava danzando.

Giunta accanto al cespuglio, un brivido increspò le braccia nude. Poi, incerta, guardò intorno e ... finalmente lo vide.

                                    

Avvolto nel mantello di candida neve, la spada di ghiaccio splendente al fianco e due meravigliosi occhi cerulei e inquieti come la tormenta ... il giovane rapì per sempre il cuore della principessa.         

Intorno, come richiamato da un evento magico e misterioso, tutto tacque e il mondo si incantò negli occhi dei due innamorati.

Per non ferire a morte il Signore dell’Inverno, il sole nascose i suoi raggi dietro le nuvole e il gelido vento, che seguiva sempre Bucaneve, per non assiderare Primavera, andò a fare mulinelli più lontano.

                                    


Allora il principe avvolse nel soffice mantello la fanciulla e si tenero stretti a lungo, giurandosi eterno amore.

Quando il sole fece nuovamente capolino tra le nuvole, Bucaneve baciò Primavera e “Non temere “le disse “perché alla fine di ogni inverno tarderò di un giorno il mio ritorno nel Paese del Gelo e quando arriverai io sarò qui ad aspettarti “. Poi, rapito per sempre dal vento di tormenta che lo nascose, svanì tra le nebbie.

                                    

E lei, rimasta sola, chinò il capo e pianse. Ma quando una lacrima toccò il terreno, tra le impronte di neve lasciate dall'amato spuntò un piccolo fiore bianco, dai petali delicati, che Primavera raccolse e strinse al petto, nuovamente felice ...

                                    


E da allora, ogni fine inverno, nei campi scintillanti di brina sboccia un piccolo fiore, che qualcuno ancora chiama bucaneve per ricordare la promessa fatta dal giovane principe dell'Inverno alla principessa Primavera.    



Tratta dal sito web l'Avocetta, per gentile concessione dell'autrice Lidia Menorello 

immagini GifAnimate.com e Pinterest   

giovedì 31 dicembre 2020

La filastrocca di Capodanno














  

E alla fine arriva anche Capodanno

e son fuochi e brindisi a salutare l'anno

che vecchio e stanco zoppicante se ne va

 lasciando al nuovo nato che finalmente è qua! 

Quante cose avresti da raccontare,

belle o brutte più o meno a cui pensare,

ma tutto quello che quest'anno ti è successo

nella memoria certo ti rimarrà impresso.


Chissà che cosa speri o cosa sogni,

forse il gioco, lo sport e altri impegni,

un ritornello e un balletto in compagnia,

l’augurio per te e che sia sempre in allegria!


                      



Filastrocca pubblicata sul sito Sfogliandopoesia.com

immagini GifAnimate.com



sabato 26 dicembre 2020

La favola dei tre topolini

 

 

C'erano una volta tre topolini, che si affannavano a correre qua e là tra i campi. Si era in autunno e il primo dei tre si affannava a cercare chicchi di grano e legumi da portare nella tana per l'inverno. Il secondo, invece, cercava paglia e fiocchi di cotone per riscaldarsi e combattere il gelo. Il terzo, gironzolava qua e là senza fare nulla: guardava il sole di novembre, si specchiava nell'acqua e osservava gli umani lavorare nei campi.

                       

I compagni lo rimproveravano spesso: “Perché perdi tempo? Come faremo a superare l'inverno se tu non ci aiuti a fare le provviste?”

Ma il terzo topolino non si curava di loro.

Quando arrivò l'inverno i tre topolini si rifugiarono nella tana sigillando l'ingresso con della corteccia. Non sarebbero usciti fino alla primavera successiva. C'era cibo in abbondanza e il freddo non faceva paura avvolti com'erano nel cotone e nella paglia.

                          

Dopo i primi giorni, però, i primi due cominciarono a soffrire la noia. Dopo aver fatto colazione al mattino passavano la giornata senza fare nulla. Così il terzo topolino iniziò a raccontare loro delle storie: durante l'autunno aveva visto un vecchio pescatore cadere nello stagno mentre cercava di agguantare una trota. Un’altra volta aveva seguito due bambini che davano la caccia alle libellule. Insieme alle storie, il topolino inventava anche delle brevi poesie sul sole e sugli alberi. Gli altri due si resero conto che il loro compagno non aveva perso tempo durante l'autunno ma, al contrario, mentre l'oro immagazzinavano provviste per nutrire il corpo, l’altro aveva messo da parte il necessario per nutrire l'anima. 

Aveva raccolto per loro la luce del sole e la meraviglia della vita.

I tre topolini trascorsero un inverno meraviglioso con la pancia piena, al calduccio e allietati dai racconti e poesie.  

                                            




Favola di autore sconosciuto 

immagini Gifanimate.com

sabato 19 dicembre 2020

Sogno Di Natale




Scoppietta il fuoco lì nel camino

sonnecchia un uomo con il nipotino;

stanco il monello, più esausto il vecchietto,

ma quel tesoro stringe forte al petto.

Dondola il nonno e il bimbo sogna

un flauto, una piva e una zampogna,

coro soave e melodia celestiale,

in cielo una slitta con Babbo Natale.

Luci, presepe e tante ghirlande,

stelle e addobbi per un albero grande;

martella forte il cuoricino nel petto,

nel sogno sorride e sembra un angioletto.


Sogna dolcetti con tanto zucchero a velo,

con farfalle di neve in una notte di gelo,

un bue, un asinello e un agnellino

e nella grotta il pianto di un  bambino.

                           

Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

Gif myhouseonweb

mercoledì 16 dicembre 2020

In attesa di Babbo Natale

                                    


Lesta corre nella notte

sulla neve una rossa slitta

trainata da miti renne

e stracarica di strenne.

 

S’alza snella anche in volo

e lascia scia di stelle in cielo,

perché occorre fare in fretta,

in quella casa un bimbo aspetta.

 

Tanti riccioli sul guanciale

dorme e sogna Babbo Natale,

lui quest’anno è stato buono!

Sotto l’albero troverà il dono?

             

Dormi pupo e sta tranquillo,

che il tuo sogno è dolce e bello

e sotto l’albero sai che c’è?

Tanti pacchi tutti per te!


              


Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere

immagini Myhouseonweb 

 

Mentre fiocca la neve

                                        Fitta e fioca scende la neve e sull’erbetta si posa lieve; ricade giù senza intervallo è pur...