Informazioni personali

venerdì 20 febbraio 2026

Luna...luna park!



Al Luna Park c’è un castello incantato,

ma se hai paura perché ci sei andato?

Nel buio assoluto e con urlo sinistro,

all’improvviso è comparso quel mostro.


Scheletri, streghe e persino un fantasma,

ma non mi invitare, che non mi entusiasma,

e nemmeno verrei sull’Otto volante

e sull'alta ruota assai impressionante!



A quel baracchino del tiro a segno

non ti vantare ma tieni un contegno

e se qualche compagna per caso incontri,

invitala pure sugli autoscontri.



Al parco giochi c’è un gran movimento,

fra giostre e attrazioni e un labirinto

e se trovi l’uscita tra specchi e cristallo,

in premio un krapfen ch’è pure uno sballo.




Nella grande caos non essere sbadato

cerca il banchetto dello zucchero filato

e al finir di una sera gaia e sincera

sorvola il parco sulla mongolfiera.








Filastrocca di Vivì pubblicata sul sito Scrivere dal 2020

martedì 10 febbraio 2026

La leggenda di Arlecchino

                              

Questa leggenda narra di un bambino poverissimo chiamato Arlecchino. Il piccolo era molto buono e socievole e frequentava la scuola con profitto. Nonostante le privazioni dovute alla povertà della famiglia era sempre allegro e di compagnia.

Un giorno la sua maestra organizzò una festa per il Carnevale e propose agli alunni di vestirsi in maschera. I ragazzini, entusiasti dell’idea, iniziarono a fantasticare sui loro costumi e ognuno descrisse il suo sempre più bello, originale e divertente rispetto a quello dei compagni.

                    

Soltanto Arlecchino non partecipò all’allegra atmosfera venutasi a creare e se ne rimase in disparte taciturno e amareggiato. I compagni se ne resero subito conto e vollero conoscere il motivo di quell’improvvisa tristezza.

«Io non posseggo un costume e non potrò mai partecipare alla festa!» rispose con gli occhi velati di lacrime.

       


In quella scuola tutti amavano e apprezzavano l’indole gioiosa di Arlecchino e la maestra propose ai suoi alunni di donare un pezzo di stoffa al compagno in modo che, assemblandole, si potesse ricavarne un costume. Ancora una volta i ragazzini si dimostrarono entusiasti e ognuno portò in dono un lembo avanzato dalla lavorazione del proprio costume.

                      

La mamma di Arlecchino si ritrovò tra le mani una considerevole quantità di stoffa dagli svariati colori, ma non si perse di animo e lavorò tutta la notte per assemblare i pezzi. Il giorno della festa Arlecchino si presentò con il suo costume dai tanti colori, che risultò essere il più originale, gioioso e divertente e suscitò stupore e meraviglia nei suoi compagni.

Nacque così la leggenda della maschera più colorata e allegra di tutto il Carnevale. 




Leggenda e immagini dal web


mercoledì 4 febbraio 2026

La filastrocca di Carnevale


          

Ecco percorrono la lunga via

carri che portano tanta allegria,

coriandoli a pioggia con stelle filanti

salti, capriole e danze con canti.

     
           


Sfilano maschere deciso il passo

scherzi con smorfie, risa e fracasso,

gaio è il corteo e per nulla marziale,

fate l’inchino a Messer Carnevale.


                        


Che indossi la maschera di Pulcinella,

di Colombina, Pierrot o Brighella

goditi i giorni di allegria follia

senza dubbi o patemi o malinconia!




Filastrocca di Vivì pubblicata sul sito Scrivere dal 09/02/2023

Filastrocca farfallina

Farfallina gialla, bianca o colorata,  che in giro te ne vai sembrando svagata,  che fai in leggera posa su quel bel fiore  che prima annusi...