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martedì 5 aprile 2022

La leggenda del Pettirosso

 

                                                               

                                                             





Tanto, tanto tempo fa, il piccolo uccello che oggi viene chiamato pettirosso, aveva il petto del tutto candido, ma questa era l’unica differenza che poteva contraddistinguerli dalla specie attuale dal petto tinto di rosso.

Del resto, anche allora questi uccellini preparavano il nido per accogliere le uova deposte e in seguito occuparsi dei piccoli.  

E così, in quel tempo assai lontano, mamma pettirosso lasciò il suo nido alla ricerca di cibo per i suoi pulcini e sorvolando un monte si accorse della moltitudine di persone raccolte intorno a tre grandi croci di legno.

Incuriosito il pettirosso si avvicinò e il suo cuoricino si contrasse dalla pena nel vedere che sulle croci erano stati appesi degli uomini e che questi soffrivano molto.

Una croce in particolare attrasse la sua attenzione ed era quella in centro, ai cui piedi era inginocchiata una donna dal viso bellissimo inondato di lacrime e le mani tese verso il corpo imprigionato sulla croce.                        

                                                           

L’uccellino, ignorando il fatto che quella donna era Maria madre di Gesù straziata dal dolore e dalla prolungata sofferenza del suo figliolo, si pose sulla croce, proprio accanto al capo del morente.

Oltre alle molteplici ferite del corpo, l’uomo aveva il volto sfigurato dal dolore e macchiato dal sangue che fuoriusciva a causa di una corona di spine infilata a forza sulla sua fronte. Preso dalla compassione l’uccellino tentò di sfilare con il suo becco la spina più lunga e acuminata che, provocando un rivolo di sangue, accecava il ferito ma, nel farlo, il liquido schizzò e il suo petto si macchiò di rosso.

In quel momento l’uomo emise un sospiro di sollievo e volgendo il capo rivolse uno sguardo colmo di gratitudine a mamma pettirosso, che volò via felice per il gesto compiuto.

                                

Tornata al suo nido l’uccellino si accoccolò sui suoi pulcini ma, essendo il suo petto intriso di sangue ancora fresco, sporcò anche le loro piume di rosso.

Da quel giorno lontano nel tempo, questi uccellini nascono già con il petto tinto di rosso, in ricordo del gesto caritatevole compiuto da quella mamma.  

                                                                            Ricerca effettuata sul web 



21 commenti:

  1. Una leggenda che non conoscevo, e che ho apprezzato molto nel suo denso contenuto.
    Un abbraccio, cara Vivì,silvia

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  2. Grazie per questa bellissima leggenda che non conoscevo.Buona giornata Vivì.

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  3. La leggenda del pettirosso è tra le più belle storie che io conosca.
    Grazie Vivì di avercela riproposta, anche perché per questo periodo è molto significativa. Buona giornata e ti abbraccio fortissimo. Ciao.

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  4. Adoro questa leggenda da che sono bambina. È la mia preferita. Mi emoziono ogni volta che la leggo. Buona giornata, cara.

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  5. Una leggenda dolcissima !!! Per tutto l'inverno, un pettirosso mi ha aspettato per avere un pò di briciole , appena aprivo la porta, si presentava !! Ciao

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  6. Bellissima favola, e direi anche molto in tema con le prossime feste.

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  7. Ciao Vivi! Mi è piaciuta molto la leggenda del pettirosso!

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  8. mi hai ricordato la mia nonna che nel periodo Pasquale me la raccontava sempre. Grazie un abbraccio

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  9. Che bella questa leggenda che parla di una buona azione .

    Un abbraccio cara Vivì , augurandoti buona giornata.

    Rosy

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  10. Happy stories from Storms story, I love reading stories.

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  11. I posted a comment on this article about the comments section of your other article. I'm sorry I made a mistake.

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  12. Ben tornata carissima Viv! Che modo migliore di tornare se non con una leggenda emozionante e altruista.

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  13. passando para desjar uma linda e feliz pascoa bj saude

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  14. Bella leggenda, grazie. Ti lascio i miei auguri per una Serena Pasqua. Ciao Stefania

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  15. Buongiorno cara Vivì. Volevo farti i migliori auguri per un sereno periodo di Pasqua. Un forte abbraccio, ciao.

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  16. Ciao cara Vivì , volevo lasciarti un saluto ed un abbraccio .
    Buona Estate

    Rosy

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  17. Perché hai smesso di scrivere?

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La leggenda del Pettirosso

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