Mamma mi chiese:” Lo vuoi
un fratellino?”
Io le risposi: “Che ne
faresti di un altro bambino?”
E se per qualche istante
rimasi allibito,
poi scossi la testa ammonendo con un dito:
“Non basto io a colmar le
tue ore?
Con tanto impegno e pur
tanto amore?”
Lei mi guardò e
all'improvviso
le si illuminò il volto di
un dolce sorriso.
“Sicuro che mi basti, ma
pensa, senza impegno,
non ti piacerebbe avere un amico o un compagno?”
Io la scrutai ancora un
po’ perplesso
“Certo, da solo ho giocato
fino adesso!
Ma se ora accetto, e ho una gran paura,
che questa novità sia per me una fregatura!”
Per nulla convinto, ancora
le ho detto:
“Nella mia stanza c’è solo
un letto
e un altro bimbo qui non
ci sta!
Un’altra famiglia è meglio
se troverà!”
Allora mamma mi prese la
mano
e sul suo pancino la pose
piano piano:
“Tu sei un ometto e sei già molto saggio,
inoltre il fratellino ha
già iniziato il suo viaggio
e se stai in silenzio,
senza schiacciare,
potrai sentirlo muovere e
anche scalciare.
Poi ci vorranno mesi e
tante tante ore,
ma quando nascerà, sarai il fratello maggiore.”
La pancia di mamma un poco
si è mossa
e a me è sembrato di
prendere la scossa.
È stata un'emozione, un palpito, un nonnulla.
La pancia di mamma davvero ora è una culla?
In tutta questa storia ho
trovato interessante
che essendo il più grande
sarò il comandante,
così mi è passata la
tristezza e il magone
e ora non vedo l’ora che
si sgonfi quel pancione!
Filastrocca pubblicata sul sito Scrivere
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